La missione è compiuta, ovvero: il diessista maturo sceglie Ami

Antefatto: Carlo, giovane (e) diessista maturo, non si da pace, non dorme la notte e non lavora di giorno(mai fatto comunque). Lui vuole l’Ami (6, sia ben chiaro) e Ami sarà. Cronaca semiseria della missione in terra transalpina.

Devo dire che è stata più dura del previsto. La guida della AMI necessita di molta pratica, ho cominciato a capirci qualcosa a Ginevra. Fortuna che Anna, con una torcia, mi ha illuminato il cambio per i primi 100Km.
Laurent - il venditore - è stato molto gentile, mi ha anche mandato una mail ma non so cosa dice di preciso. È stato molto disponibile e, dopotutto, non è un chiaccherone: forse voleva solo essere chiaro nella trattativa. Ha una casa bellissima e (rullo di tamburi): è gay. Ci ha anche presentato il suo compagno. Beh… più francese di così.
Prologo. Partenza da Medole alle ora 6:30 di domenica 16/12 (Alberto e Damiano conducono l’auto fino all’imbarco, al termine di una nottata che poi è diventata una mattinata molto rock). Volo a Orio al Serio (BG) alle ora 8:30 (per risparmiare si opta per il fatidico check-in on line) Arrivo a Bouveais alle ore 10. All’aeroporto ci aspetta un simpatico autobus. Alle 11:40 siamo a Parigi Port Maillot. Poi, metrò fino alla stazione di Saint Lazare, dove dobbiamo comprare il biglietto per Le Havre (sperando che non sia esaurito). Arrivo a destinazione alle ore 17:00. Laurent ci aspetta con l’auto, io insisto per poterla vedere subito, prima che cali la luce. Poi, allegramente, ci porta a casa sua, a 25Km da stazione ferroviaria. Praticamente a 500m dall’Oceano. Praticamente 12 ore dopo la nostra partenza da casa. Lucidità totale.
Arriviamo a Le Havre e riguardo l’auto. Molto bella ma soprattutto molto conservata. Tutti i particolari originali. Si presenta in modo quasi impeccabile: ruggine praticamente assente. Qualche punto superficiale, ma parliamo di un Marzo ‘62. Pianali ok, porte ok. Tetto ok. Cielo originale, cruscotto originale prima serie. Interni abbastanza buoni (forse unico difetto), baule ottimo. Supporti di fine corsa sosp. post. ottimi. Pneumatici Michelin nuovi. Calandra originale ‘62 (finalmente venderò la mia del ‘67). 49000Km originali. Fondi ok. E alcuni optional d’origine, che prontamente venderò su E-bay (perché a me le Citroen piacciono spartane) (e noi con la “pallas” siamo out ? NDR). Motore: non lo so valutare molto, non conoscendo a fondo l’auto. Comunque ha passato il controllo tecnico da una settimana e sembra abbastanza in ordine. Di certo la meccanica - e posso confermarlo al termine del viaggio - non è bloccata.
Ora cambio il tempo del racconto. Dopo la conclusione del contratto siamo partiti da Le Havre e, scortati dal venditore, ci siamo immessi in autostrada e ci siamo fermati a mangiare qualcosa. Non è servito a nulla: eravamo cotti. Così. a Mantes, ci siamo fermati ad un Formula 1, fortunatamente con garage sorvegliato. La mattina dopo, l’auto è partita benissimo, scaldata e via. 80, 90 Km/h. Alle 21 abbiamo convenuto che sarebbe stato meglio fermarci prima del traforo per dormire, in modo da passare il tunnel in tutta sicurezza ma… ma abbiamo mancato (ha mancato visto che guidava lui… NDR) l’ultima uscita dell’autostrada e ci siamo ritrovati in mezzo al nulla. Non un’auto, non un mezzo pesante (forse meglio così visti i 40 di velocità - NDR), non un mezzo di sicurezza. Neve da una parte. Neve dall’altra. Ghiaccio sul manto stradale. Buio totale (fari a 6v che 2 bic fanno più luce -NDR). Tornanti in salita e AMI ai 40 all’ora, in seconda. Scenario da “30 secondi prima della caduta della frana del Toc al Vajont”. Noi a pensare: “Ora si ferma, ora ci lascia, ora moriremo assiderati”. Poi, di colpo, il tunnel: prima di partire era un mio incubo (odio i tunnel), in quel momento era il mio sogno. Via con 28Km di gallerie, poi, esausti, pausa ad Aosta. Primo hotel disponibile: 80 euro a notte. E va!!! Almeno c’era un bagno fantastico.

Mattina successiva: sveglia alle 8:30. Colazione inclusa. Alle 9: operazioni di sghiacciamento delle ali, due dita di ghiaccio sull’auto. Un’ora prima che il mezzo fosse in condizioni di partire. Poi è stata tutta in discesa. Sole, strade asciutte e finalmente i cartelli in italiano. Ora il “pidocchio” - così è stato soprannominato - giace nel fienile di Anna e si gode una vacanza che durerà alcuni mesi (ovviamente si tratta di un centro estetico). Il sottoscritto provvederà ad eliminare le poche tracce del tempo che riposano sul mezzo del 1962. Preparate lo champagne. Arrivo presto a pagare i debiti. “C”.

Le Havre - Medole: 1200Km. Tempo di percorrenza: 21h, pause comprese. Consumi: 6l/100Km (16,6 con 1 litro, chi è più ecologica ? - NDR).
Equipaggio: Carlo Pinzi, pilota. Anna Vigano, navigatore.
Staff: Gaia Grizzi, logistica e PR. Fabio Alessandria, segreteria. Marco Vigano, cancelleria. Michele Dell’Anna, collaborazione al supporto psicologico e redattore.
Citroenisti d’Italia (Davide di Rovigo, Anselmo, Giorgio, Paolo Pomini), supporto tecnico. Alberto e Damiano (che si concedono un afterhour), trasporti in sicurezza. 

Copyright: Carlo Pinzi/Vecchidentro
Tratto dal blog Vecchidentro

 

2 Commenti

  1. mitico e grandissimo Spinz
    la passione citroenistica in realtà è voracità! come resistere ad un garage pieno Citroen? non si può!
    E adesso l’unica cosa che puoi fare è rimetterla a posto (anche se dalle foto non sembra che ne abbia bisogno) e andare in giro.
    Con cosa farai l’ICCCR adesso? DS o AMI?
    Ti lancio l’idea: col DS a Roma e poi, con 2 settimane di ferie davanti, si riporta la AMI a vedere il paese natio: un bel tour della Francia! in ecologia a 16.6 km/litro…
    Però non vendere nessuno degli optional che hai: la AMI poi se ne avrebbe a male!

    ciao
    Bacchi

  2. Infatti,
    direi di tornarci per la seconda parte della Missione, ossia il recupero del carrellino. E’ si, perchè il mezzo ha anche un optional ben più importante: il carrello (d’epoca) !
    Ma vi vedete l’Ami che col carrellino sfreccia inesorabile su per il Bianco ?

    Insomma… il mito non più finire quì !