Ritrovarsi dopo 40 anni

pubblicato il 19 April 2009 alle 17:53

Calma, non parlo dei due signori al centro, ma delle due rare DS21 semiautomatiche anno modello 1968.
Si erano lasciate a Javel in quell’anno una dietro l’altra nella catena di montaggio per finire in Italia.
Semiautomatiche entrambe, stesso modello, stesso colore, il gris palladium AC108 esclusivo per l’allestimento pallas. Solo l’interno differiva, cuoio nero per una e marrone per l’altra.
Chi le aveva comperate spese la discreta sommetta di 2.650.000 lire a cui si sommavano le 250.000 lire dell’intereno in cuoio. Una onorevole ID20super costava 1.898.000, più un milioncino in meno, mentre una DS21 comfort (non pallas dunque) costava 2.335.000 lire.
Una finì a Genova, l’altra a Roma. Anni dopo si ritrovano sotto lo stesso tetto e il proprietario casualmente fa l’insolita scoperta: il numero di telaio è consecutivo !
Ben ritrovate dunque gemelline.
 
Un po di foto del raduno qui.
 

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Sadomasochismo Idropneumatico: ovvero il Diessista incoscente sceglie Sua Maestà

pubblicato il 22 May 2008 alle 19:14

Proseguono i racconti di vita di persone erose dal morbo citroenistico.
Capitolo due. L’essemme (per alcuni sadomaso).

Comincia a Ottobre 2006, quando vado a vedere a Milano la SM di Guido. E’ esattamente quella che cerco: oro metallizzato, interni in cuoio, in buone condizioni. E’ a carburatori, l’iniezione sarebbe il massimo, sia della tecnologia essemmeistica che del masochismo, ma fa lo stesso. Vado con Anselmo (l’amico consigliere), il quale dall’alto della sua (infinita) esperienza citronica mi dice: “prendila, poi con calma ti sistemi i difettucci”. Lui si che capisce quando la macchina è buona, anche se non è una DS.
Ma io sono ancora imberbe, implume, penso al fatto che la richiesta sia troppo vicina alle quotazioni di Ruoteclassiche per le condizioni in cui si trova, e dopo 2 settimane di pensieri desisto.
Passano 3 mesi e intanto Ruoteclassiche decide di ritoccare la quotazione della SM, che da un modesto – e per me più che appropriato – valore di 10000€, passa a un imperiale – e per me disperato – 15000€ !!!Tutto ciò mi toglie il sonno, dato che l’insana passione non si placa di fronte all’evidenza della spropositata cifra e mi fa presagire ad una levitazione (e non lievitazione) del peso del saldo sul mio conto corrente. Comincia allora un tam tam di voci, passaparola e pseudoannunci che mi portano a visionare una quindicina di macchine! E tra queste non comprendo quelle viste su Autoscout o su internet, che saranno almeno un’altra quindicina. Ebbene si, in Italia ci sono almeno 30 SM non possedute da collezionisti, non usate, che giacciono in un cortile, in un garage, in un sottoscala, in una teca, nei posti più disparati.
E poi ci sono quelle possedute dall’amico S. (l’amico consigliere numero due), un’altra decina (mi pare). La cifra arriva vicina ai 40!

Nessuna mi convince completamente… vuoi per le condizioni, vuoi per i soldi, nessuna. O meglio, qualcuna si, ma non me la vogliono vendere…
La pazienza è la virtù dei forti, e io sono un pusillanime: la voglio adesso!
Un giorno, con l’umore sotto i tacchi, mi connetto a internet e digito “vendo citroen sm”, così proprio, tra virgolette, per restringere la ricerca. Mi compare questo annuncio: Vendo Citroen SM 1971, grigio metallizzata, in buone condizioni generali, modello originale a carburatori, aria condizionata. L’auto si trova a Milano, 7500 euro. - Non può essere – penso - hanno dimenticato l’1 davanti - . Chiamo subito. La macchina va, è originale, ha gli interni in pelle. Ma è’ già stata prenotata, la vanno a vedere domani, noooooooo. E’ la classica occasione (o botta di culo, vedi tu), la Signora che ha la macchina del babbo che è venuto a mancare, che non sa che Ruoteclassiche ultimamente cicca tutte le quotazioni sballando il mercato, che non sa che c’è gente che darebbe il braccio (ma anche tutto il resto, specialmente gli attributi che di solito non servono) del proprio capo sul lavoro, per avere quella macchina! Le parlo, dicendo che non può venderla a quel prezzo, che chi l’ha chiamata è un commerciante che poi si farà la casa a Cortina, che IO sono il più appassionato del mondo… Niente da fare, la parola è data, io sarò il secondo della lista. Purtroppo il primo della lista (a lui i miei complimenti per la velocità) se la porta a casa proprio il giorno dopo.
La ricerca prosegue. Extrema ratio: annuncio Ruoteclassiche. Secondo il mio caro amico Paolo (l’amico consigliere numero tre, nonchè il sottoscritto, nonchè chi pubblica ste cose) funziona (Paolo non sbaglia mai ;-)   eh eh ). Dopo 3 settimane mi chiamano - ho una SM come quella che dice lei, però non ha gli interni in pelle. E’ lo stesso? E’ messa bene, ha un solo proprietario, è ferma da parecchio ma è ottima, dai venga a farsi un giro per vederla – E’ un intermediario che la vende per conto dell’anziano proprietario. La solita sola? Mi devo fare 300 km per vederla, chissà se ne vale la pena. Vabbè, tentiamo. Mi metto d’accordo con S., massimo esperto planetario (e anche un po’ di Marte) del modello e andiamo a vederla a Torino. La macchina giace rinchiusa in un garage disordinato, polveroso, senza finestre. Ma secco e protetto dalla luce… Bene, la vernice si è perfettamente conservata… Bene, le cromature sono a posto… Bene, gli interni, in stoffa, delicatissimi (la produzione Citroen degli anni 70 non è propriamente definibile come teutonica), sono perfetti… Bene, tutti gli accessori ci sono, compresa l’autoradio con la sua bella antenna Autovox…

  

 

Ma: è ferma da 10 anni, le gomme e le marmitte sono andate, e soprattutto non si riesce a capire come è messo il motore. Guardiamo il contachilometri: 38600 km!

Sarà al secondo giro? Dai particolari, come le pastiglie dei freni, l’usura in generale, lo stato dei componenti dentro al vano motore, si direbbero chilometri originali. Restiamo un mezzo pomeriggio a fotografare la macchina ed intuire cosa può valere ma – soprattutto – quanto mi farà spendere. Torniamo a casa, contenti ma dubbiosi: è lei? Ma ormai il tarlo è nella testa, complice la persona che me l’ha mostrata, bravissimo venditore! E allora vai di giri di email e telefonate per capire se faccio bene o male a comperarla, se ne vale la pena, chissà come sarà messa… Ma più ci penso e più mi piace, ha solo 38000 km, è uniproprietario, ha un colore bellissimo, è originalissima, e quando mai la ritrovo una così! E sia! Magari il prezzo non è proprio esattamente quello che vorrei, ma risparmierò sulla birra al Pedavena (impossibile…). Sabato 3 Maggio parto, destinazione SM di Torino. Chiaramente le azzecco tutte, parto un po’ in ritardo, sbaglio i tempi e sono in megaritardo, lungo l’autostrada, malgrado la mia morigeratissima velocità becco un velox (nascosto dietro al new jersey, con i lavori in corso, questa è la famosa prevenzione all’italiana). Mi scappa anche una pisciata fotonica, ma non posso fermarmi, devo arrivare. S. mi aspetta già là, con il carro attrezzi.

Quando arrivo la macchina è già stata estratta dal suo bunker ed è sul camion, oddio! Mi sono perso la parte centrale del film! Ma è una visione! È la mia prima SM! Guarda che bella. Arriviamo a casa di S. e la tiriamo giù dal carro:

   

 

Insomma adesso è mia, è sotto le amorevoli cure dell’amico S. che la sta resuscitando dopo i 10 anni di fermo, ed è proprio bella! Non vedo l’ora che sia pronta per il primo giro. Grazie a tutti quelli che mi hanno supportati, Paolo, Anselmo, S. e soprattutto la mia ragazza, che ancora non mi ha lasciato malgrado i ripetuti raduni a cui la sottopongo e le spese insensate che mi vede fare (che io maschero come “investimenti alternativi ai fondi comuni, in questo momento di incertezza delle borse, cos’altro puoi fare?”). Ultima nota: guardate questa foto:

Notate lo strano cerchietto nero sul coperchio del tappo benzina? S. mi dice che veniva appiccicato sul coperchio per dare un’indicazione al benzinaio dove premere, in modo da non forzare il coperchio ma di aprirlo correttamente. Io su tutte le auto che ho visto finora, non l’avevo ancora trovato…
Originale questa SM, vero? 

By Giorgio Zacchi

La missione è compiuta, ovvero: il diessista maturo sceglie Ami

pubblicato il 20 December 2007 alle 06:52

Antefatto: Carlo, giovane (e) diessista maturo, non si da pace, non dorme la notte e non lavora di giorno(mai fatto comunque). Lui vuole l’Ami (6, sia ben chiaro) e Ami sarà. Cronaca semiseria della missione in terra transalpina.

Devo dire che è stata più dura del previsto. La guida della AMI necessita di molta pratica, ho cominciato a capirci qualcosa a Ginevra. Fortuna che Anna, con una torcia, mi ha illuminato il cambio per i primi 100Km.
Laurent - il venditore - è stato molto gentile, mi ha anche mandato una mail ma non so cosa dice di preciso. È stato molto disponibile e, dopotutto, non è un chiaccherone: forse voleva solo essere chiaro nella trattativa. Ha una casa bellissima e (rullo di tamburi): è gay. Ci ha anche presentato il suo compagno. Beh… più francese di così.
Prologo. Partenza da Medole alle ora 6:30 di domenica 16/12 (Alberto e Damiano conducono l’auto fino all’imbarco, al termine di una nottata che poi è diventata una mattinata molto rock). Volo a Orio al Serio (BG) alle ora 8:30 (per risparmiare si opta per il fatidico check-in on line) Arrivo a Bouveais alle ore 10. All’aeroporto ci aspetta un simpatico autobus. Alle 11:40 siamo a Parigi Port Maillot. Poi, metrò fino alla stazione di Saint Lazare, dove dobbiamo comprare il biglietto per Le Havre (sperando che non sia esaurito). Arrivo a destinazione alle ore 17:00. Laurent ci aspetta con l’auto, io insisto per poterla vedere subito, prima che cali la luce. Poi, allegramente, ci porta a casa sua, a 25Km da stazione ferroviaria. Praticamente a 500m dall’Oceano. Praticamente 12 ore dopo la nostra partenza da casa. Lucidità totale.
Arriviamo a Le Havre e riguardo l’auto. Molto bella ma soprattutto molto conservata. Tutti i particolari originali. Si presenta in modo quasi impeccabile: ruggine praticamente assente. Qualche punto superficiale, ma parliamo di un Marzo ‘62. Pianali ok, porte ok. Tetto ok. Cielo originale, cruscotto originale prima serie. Interni abbastanza buoni (forse unico difetto), baule ottimo. Supporti di fine corsa sosp. post. ottimi. Pneumatici Michelin nuovi. Calandra originale ‘62 (finalmente venderò la mia del ‘67). 49000Km originali. Fondi ok. E alcuni optional d’origine, che prontamente venderò su E-bay (perché a me le Citroen piacciono spartane) (e noi con la “pallas” siamo out ? NDR). Motore: non lo so valutare molto, non conoscendo a fondo l’auto. Comunque ha passato il controllo tecnico da una settimana e sembra abbastanza in ordine. Di certo la meccanica - e posso confermarlo al termine del viaggio - non è bloccata.
Ora cambio il tempo del racconto. Dopo la conclusione del contratto siamo partiti da Le Havre e, scortati dal venditore, ci siamo immessi in autostrada e ci siamo fermati a mangiare qualcosa. Non è servito a nulla: eravamo cotti. Così. a Mantes, ci siamo fermati ad un Formula 1, fortunatamente con garage sorvegliato. La mattina dopo, l’auto è partita benissimo, scaldata e via. 80, 90 Km/h. Alle 21 abbiamo convenuto che sarebbe stato meglio fermarci prima del traforo per dormire, in modo da passare il tunnel in tutta sicurezza ma… ma abbiamo mancato (ha mancato visto che guidava lui… NDR) l’ultima uscita dell’autostrada e ci siamo ritrovati in mezzo al nulla. Non un’auto, non un mezzo pesante (forse meglio così visti i 40 di velocità - NDR), non un mezzo di sicurezza. Neve da una parte. Neve dall’altra. Ghiaccio sul manto stradale. Buio totale (fari a 6v che 2 bic fanno più luce -NDR). Tornanti in salita e AMI ai 40 all’ora, in seconda. Scenario da “30 secondi prima della caduta della frana del Toc al Vajont”. Noi a pensare: “Ora si ferma, ora ci lascia, ora moriremo assiderati”. Poi, di colpo, il tunnel: prima di partire era un mio incubo (odio i tunnel), in quel momento era il mio sogno. Via con 28Km di gallerie, poi, esausti, pausa ad Aosta. Primo hotel disponibile: 80 euro a notte. E va!!! Almeno c’era un bagno fantastico.

Mattina successiva: sveglia alle 8:30. Colazione inclusa. Alle 9: operazioni di sghiacciamento delle ali, due dita di ghiaccio sull’auto. Un’ora prima che il mezzo fosse in condizioni di partire. Poi è stata tutta in discesa. Sole, strade asciutte e finalmente i cartelli in italiano. Ora il “pidocchio” - così è stato soprannominato - giace nel fienile di Anna e si gode una vacanza che durerà alcuni mesi (ovviamente si tratta di un centro estetico). Il sottoscritto provvederà ad eliminare le poche tracce del tempo che riposano sul mezzo del 1962. Preparate lo champagne. Arrivo presto a pagare i debiti. “C”.

Le Havre - Medole: 1200Km. Tempo di percorrenza: 21h, pause comprese. Consumi: 6l/100Km (16,6 con 1 litro, chi è più ecologica ? - NDR).
Equipaggio: Carlo Pinzi, pilota. Anna Vigano, navigatore.
Staff: Gaia Grizzi, logistica e PR. Fabio Alessandria, segreteria. Marco Vigano, cancelleria. Michele Dell’Anna, collaborazione al supporto psicologico e redattore.
Citroenisti d’Italia (Davide di Rovigo, Anselmo, Giorgio, Paolo Pomini), supporto tecnico. Alberto e Damiano (che si concedono un afterhour), trasporti in sicurezza. 

Copyright: Carlo Pinzi/Vecchidentro
Tratto dal blog Vecchidentro

 

Calendario DsSmclub.be

pubblicato il 27 November 2006 alle 19:09

 

Il club DS SM belga ha messo a disposizione di tutti il loro calendario 2007 ispirato (evedentemente) a 007.
L’immagine della ragazza con la palla in mano è un po forte, lo ammetto, ma sfogliandolo si recupera alla grande. L’unica cosa che non capisco è cosa centri la DS con 007, qualcuno lo sa ?
13 pagine a colori in grande formato al prezzo di 16 euro tutto compreso.

Per info e ordini: wouter.couche@dssmclub.be 

Vai Leo !

Lumaca di latta

pubblicato il 8 November 2006 alle 21:03

L’anno scorso, dopo aver deciso di non rinnovare la tessara dell’ Ideesse club, grazie ad un amico mi iscrissi al 2cv club Italia. Le bicilindriche mi sono simpatiche e come molti diessisti ambisco segretamente ad un’Ami 6 (così brutta che mi piace), quindi why not ?
Non mi aspettavo nulla oltre alla possibilità di un’assicurazione agevolata e poco altro e invece mi sono ricreduto.
Un bel giorno nella cassetta postale mi ritrovo una curiosa busta. Al suo interno una buffa pubblicazione: un tipo barbuto se ne stava seduto sul tetto di un H. La Lumaca di latta, no ?  cos’altro.
Trattasi della rivista trimestrale del club in cui con gran dedizione si scrive, scherza, parla della 2CV e derivate.
Scopro un nuovo mondo, oltre alla forma anche dei contenuti, ma allora si può fare !
Lo sapevate che il 2CV club ha donato recentemente un auto nuova alla protezione civile ? cose mai viste. Per inciso la tessera costa solo 26 euro/anno.
Ringrazio allora pubblicamente il club per la sua opera e l’animatrice della LdL: elena. Brava, brava, brava. Con grande passione e ottimi spunti riesce a far leggere di 2CV anche chi la 2CV non ce l’ha. Il tocco femminile crea un ambiente informale, amichevole, pratico, ma non schematico. Continua così elena, continua così.

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